Un giorno senza alcol e fumo
col Giubileo torna l'indulgenza
di Marco Politi (La Repubblica, 28 novembre 1998)
Arriva il Giubileo e tornano le indulgenze. Si pensava che fossero affondate
nell'oblio, ma Santa Romana Chiesa non manda al macero nulla. Una messa, una via crucis,
un'opera buona o magari la lodevole astensione dal pacchetto di sigarette e dal fiasco di
vino (per un giorno intero) ed ecco che si può abolire il purgatorio per il caro defunto.
Vale anche per se stessi: guadagnata l'indulgenza, si cancella la "pena temporale"
che toccherebbe ad ognuno per i propri peccati. Liberi tutti e si ricomincia daccapo.
Per le indulgenze, contro le indulgenze Lutero inchiodò le sue tesi alla chiesa di
Wittenberg nel 1517. Pensava di provocare una disputa teologica, invece scatenò lo scisma
d'Occidente e sorse la Riforma protestante. Oggi non si aspettano altri cataclismi, ma il
rilancio delle indulgenze e le apposite istruzioni accluse alla Bolla papale ad opera
della Penitenzieria Apostolica rievocano tempi, in cui si potevano "lucrare"
giorni, mesi, anni per scalare i secoli di pena da scontare nel purgatorio.
Per il Giubileo l'indulgenza è plenaria. Amnistia totale. Ma vale solo, badate bene, per
le pene del purgatorio. Chi è all'inferno ci rimane. Anche se certi teologi dissenzienti
(messi all' indice dalla Chiesa) sono meno duri e sostengono che alla fine Dio perdonerà
tutti.
La Bolla papale, che Wojtyla esibirà solennemente in San Pietro domenica, riprende la
dottrina tradizionale: "Con l'indulgenza al peccatore pentito è condonata la pena
temporale per i peccati già rimessi quanto alla colpa". L'indulgenza si ottiene
perché c'è il "tesoro della Chiesa", che sono le opere buone dei santi, e
quindi ognuno, acquistandole, può giovare a se stesso e agli altri. "Vivi o
defunti", ricorda espressamente il Papa.
Seguono le disposizioni per il buon pellegrino desideroso di ricevere il celeste indulto.
Confessarsi, fare la comunione, pregare secondo le intenzioni del Romano Pontefice,
visitare uno dei luoghi santi di Roma (si può anche andare alle catacombe), partecipare a
speciali cerimonie e compiere esercizi di pietà.
C'è anche la procedura alternativa. L'indulgenza plenaria si acquista visitando gli
infermi, i carcerati, gli handicappati. Dando soldi ai poveri o contribuendo a opere
religiose e sociali a favore dei bimbi abbandonati, dei giovani in difficoltà, degli
anziani bisognosi, degli extracomunitari. Dedicando una "congrua parte del proprio
tempo" ad attività comunitarie. I tempo moderni suggeriscono l'indulgenza salutista:
niente alcolici, niente sigarette. (Basta un giorno). Va sempre bene anche il digiuno o
l'astinenza dai rapporti sessuali.
La Chiesa è buona, ma non ingenua. C'è un monito per chi è ingordo e fa incetta di
indulgenze. Non più di una volta al giorno - ricordano in Vaticano - è permesso
acquistare l'indulgenza plenaria da estendere ai defunti. Se si vuole lucrare ancora il
beneficio, bisogna ricominciare l' indomani. Preoccupato che si torni a pensare in termini
bancari, il cardinale Etchegaray si affretta a spiegare che il significato dell'indulgenza
è soprattutto "l'incontro con Dio misericordioso. Non esiste un tariffario!".
Monsignor Sepe, segretario del comitato per il Giubileo, gli fa eco: "Non è che si
va in paradiso, rinunciando a mezzo litro di vino! La rinuncia dovrà essere la
conclusione di un cammino interiore".
La Bolla, che indice il Giubileo, contiene le novità, con cui Giovanni Paolo II ha voluto
caratterizzare il passaggio di millennio. Non sarà più Roma la sede unica delle
celebrazioni. I pellegrini vivranno l'evento giubilare anche a Gerusalemme, a Betlemme e a
Nazareth. E, infine, nei santuari di tutte le diocesi del mondo.
A Roma si moltiplicano i luoghi santi: oltre alle quattro basiliche maggiori, le
Catacombe, Santa Croce in Gerusalemme, San Lorenzo al Verano, il santuario del Divino
Amore.
Due saranno gli eventi esemplari dell'Anno Santo. Il 7 maggio del Duemila saranno
commemorati i martiri della fede, uccisi dai regimi totalitari o nei conflitti etnici e
razziali del XX secolo. In Vaticano hanno già raccolto cinquemila schede di vittime di
tutte le Chiese cristiane, dall'Europa orientale all'America Latina.
Il mercoledì delle Ceneri, invece, sarà il giorno del grande mea culpa. Nonostante forti
resistenze all'interno della Chiesa, Giovanni Paolo II ribadisce l' urgenza di fare i
conti con "errori e colpe di chi ci ha preceduto". Di slancio il Papa esclama:
"La Chiesa si inginocchi dinanzi a Dio ed implori il perdono per i peccati passati e
presenti dei suoi figli". Pur essendo santa (come vuole la dottrina ufficiale)
ammetta quei peccati, che hanno "fatto cadere nell'indifferenza e allontanato molti
da un autentico incontro con Cristo".
Nell'anno giubilare, aggiunge Wojtyla, i cristiani aprano gli occhi sulla povertà e
l'emarginazione diffusi nel mondo. Ci sono "schiavitù nuove e più sottili di quelle
conosciute in passato", c'è il debito estero che soffoca molti popoli. E c'è il
problema della pace. Il Papa auspica che venga il giorno in cui ebrei, cristiani e
musulmani possano scambiarsi l'abbraccio di pace a Gerusalemme.